RITA MASCIALINO, ‘POP ART: DA ANDY WARHOL A MARINO SALVADOR’
Rita Mascialino, ‘Pop Art: da Andy Warhol a Marino Salvador’
Marino Salvador è Artista poliedrico: è principalmente pittore, scultore, fotografo d’arte, grafico digitale, scrittore. In ambito culturale in particolare, soprattutto come collocazione importante nello scenario artistico, ha ripreso la Pop Art del grande Maestro Andy Warhol innovandola, ossia ammantandola di una prospettiva più sottile, che non esaurisce nell’artificialità e nella mercificazione l’intero Umano o il più essenziale. Possiamo vedere, ad esempio nelle Serigrafie dedicate a Marilyn Monroe, una innovazione apportata da Salvador alla Pop Art dell’originale. In esse il volto della Monroe è schermato, non esposto totalmente al pubblico e soprattutto ombreggiato, in penombra e mette in evidenza, per così dire, quanto da scoprire vi sia nella donna come anche in altri personaggi ritratti. In Warhol è un po’ come se tali personaggi non avessero altro da dare che la loro immagine pubblica, artificiale, mercificata, un’immagine dove Andy Warhol dichiara di non dare giudizi – ciò che in ogni caso non ha riscontro nella sua arte come in nessuna opera d’arte di tutti i tempi –, ma di riflettere appunto la loro realtà, aggiungerei: quasi di pupazzi, una realtà in superficie per così dire disumanizzata. Ora Marino Salvador conferisce alla Pop Art un passo oltre l’artificialità e la mercificazione, un passo idoneo nell’attualità a lasciare spazio alla complessità, per quanto irraggiungibile, dell’Uomo.
La nuova Pop Art di Marino Salvador, pur sulla scia del padre della Pop Art, apre uno spiraglio a un salvataggio della complessità dell’Umano, assolutamente non nel senso di un ritorno all’arte tradizionale o similmente, ciò che non sarebbe mai realizzabile anche solo non essendo possibile dimenticare proprio Andy Warhol, l’antesignano dell’Arte Digitale e dell’Intelligenza Artificiale. Marino Salvador si situa appunto nel qui e ora della contemporaneità, ma all’interno della Pop Art con l’ambizione di innovarla, ossia di portarla non indietro, ma avanti nel proprio tempo, tuttavia in un’altra dimensione, verso un’arte che vuole esplorare oltre la superficie, oltre l’artificialità. Da ciò anche e non solo i volti schermati, ombreggiati, non visti con la spavalderia e chiarezza dei ritratti sconvolgenti di Andy Warhol, nei quali sembra non esserci più niente da scoprire dietro il simulacro, niente altro da indagare in una cancellazione di ogni verità dell’Uomo. Al proposito faccio un esempio molto indicativo dell’innovazione di Marino Salvador alla Pop Art. Le venti postproduzioni fotografiche multicolori riferite a Rita Mascialino sono ritratti che, seppure contraffatti in seno allo stile Pop Art, ossia per come ricordano da vicino la contraffazione dei volti attuata da Andy Warhol soprattutto nella sua grande opera d’arte Wilhelmina Ross, evidenziano una differenza: pur nella mascheratura tali ritratti fanno emergere molto della personalità più vera e più profonda della rappresentata, più vera che in qualsiasi altro ritratto fotografico, ossia la mascheratura in Salvador sulla scia del padre della Pop Art fa emergere che ci possa essere, proprio in quanto si cela, delle connotazioni psicologiche e anche fisiche della persona, ciò che non si riscontra appunto nella Pop Art in generale del grande Andy Warhol e soprattutto non si riscontra in Wilhelmina Ross, dove Warhol ha tralasciato del tutto il soggetto Hunter e ha proiettato il suo se stesso più profondo nella più profonda contraffazione rivelatrice di verità, ossia la sua personalità più vera, in modo eclatante, il suo potente essere maschio e femmina che nulla hanno a che vedere con Hunter e che parlano del più straordinario profilo psicologico di Andy Warhol (vedi www.secondoumanesimoitaliano.it Rita Mascialino, ‘Il ritratto di Wilhelmina Ross di Andy Warhol in comparazione con la serigrafia dedicata a Marilyn Monroe’. Analisi semantica).
Le Icone Pop di Salvador mantengono un aggancio alla personalità dei soggetti. Ad esempio, ribadendo ancora a chiarimento ulteriore: le Serigrafie clownesche riferite alla Monroe in Warhol si trasformano in Salvador in una ombreggiata, schermata, ma in parte riconoscibile, e non clownesca Monroe che lascia spazio alla scoperta di quanto non è noto della personalità della stessa, i ritratti di Dalí e di Einstein sfumano il riferimento a questi ultimi ciascuno nel surrealismo dello stile del pittore e nell’astratto connotante la mente del matematico lontano fino all’irriconoscibile da ogni realtà del mondo visibile, ma appunto: nella Pop Art di Marino Salvador vi è sempre, anche in questi due casi piuttosto estremi, l’aggancio schermato alla loro più vera personalità. Un’innovazione di Salvador alla Pop Art del tutto estranea all’ambito epigonale.
Dagli anni Cinquanta del Novecento ad oggi molto tempo è già trascorso e Marino Salvador ci pone davanti alla sua profonda innovazione della indimenticabile e imprescindibile Pop Art del Maestro, adattandola ad una contemporaneità foriera di un futuro altrettanto nuovo e auspicabile, dove l’Uomo, pur entro le coordinate artistiche di novità proprie del polisemantico volto psicofisico inaugurato dalla Pop Art di Andy Warhol, possa essere presente nella ricerca artistica delle sue incancellabili quanto complesse e straordinarie verità.
Rita Mascialino


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