Atti del I Convegno del GRM 2015: Konrad Burdach

GRM Gruppo di Ricerca Meqrima

Dagli ATTI del I° CONVEGNO INTERNAZIONALE 2015 – Arquà Petrarca PD

Studi Umanistici

Tema del Convegno:

Il significato dei testi letterari in rapporto a cultura e democrazia

(Edizione Cleup Editrice Università di Padova)

L’Umanesimo nella visione storica di Konrad Burdach di Rita Mascialino

Abstract:

La presentazione offre un’analisi della periodizzazione storica effettuata da Konrad Burdach relativamente all’Umanesimo e Rinascimento, la quale vede nell’Umanesimo e nel Rinascimento due movimenti di pensiero non autonomi, bensì facenti parte armoniosamente integrante di un lungo Medioevo, né riconosce la paternità degli stessi all’Italia, ma la ascrive genericamente all’Europa. Nella presentazione viene falsificata la periodizzazione di Burdach che risulta essere errata sia globalmente che in dettaglio soprattutto in quanto non considera in alcuna misura la spinta rivoluzionaria insita nella novità dell’Umanesimo di attingere il vero significato dei testi letterari e filosofici, dei classici in linea di massima, il cui significato era stato falsato e ad usum Delphini e per incompetenza degli interpreti.

Konrad Burdach (Königsberg 1859-Berlino 1936) è uno storico e filologo tedesco, Professore all’Università di Halle, il quale si è occupato tra l’altro del Rinascimento e dell’Umanesimo italiani, dandone un’interpretazione che andiamo a presentare in questo studio per alcuni aspetti importanti inerenti soprattutto alla periodizzazione storica. L’opera di riferimento è il volume Reformation, Renaissance und Humanismus. Zwei Abhandlungen über die Grundlagen moderner Bildung und Sprachkunst (1918), Riforma, Rinascimento e Umanesimo. Due trattati sui fondamenti della cultura e della linguistica moderna.

Al centro della periodizzazione storica fornita da Konrad Burdach sta il concetto secondo il quale l’Umanesimo e il Rinascimento costituirebbero un unico movimento a matrice religiosa interno al Medioevo e comunemente europeo. In questo studio prendiamo in considerazione soprattutto quanto Burdach afferma in riferimento all’Umanesimo.

I concetti base forniti da Burdach per la sua periodizzazione storica sono: il concetto religioso dell’universalismo predicato dalla Chiesa e interpretato come comune alla cultura umanistica e sua matrice; il concetto religioso di rinascita dell’uomo radicato nel fermento della religiosità medioevale e interpretato come comune alla cultura umanistica e sua matrice; il concetto religioso dell’uomo spirituale risalente a Frate Francesco e ad Adamo stesso interpretato come comune alla cultura umanistica e sua matrice; il riferimento ai classici nell’Umanesimo e nel Rinascimento comune anche alla cultura medioevale ecclesiastica; la presenza di uomini di potere senza scrupoli e di poeti lascivi nell’Umanesimo e nel Rinascimento e anche nel Medioevo; la presenza di uomini di potere dall’animo nobile e di poeti morigerati nel Medioevo rinvenibile anche nell’Umanesimo e nel Rinascimento; l’Umanesimo e il Rinascimento come movimenti coralmente europei e non originariamente italiani.

Vediamo ora in dettaglio quanto più sopra anticipato in sintesi ricapitolatrice.

Una prova fondamentale addotta dallo studioso è data dalla sua riflessione sul significato del termine universalismo che connota sia la validità della predicazione della Chiesa sia la validità della predicazione umanistica, entrambe finalizzate all’uomo universale. Poiché le due predicazioni hanno ambito e finalità universali, ecco che per il filologo tedesco le due predicazioni hanno anche medesimo contenuto ideologico, specificamente quello ecclesiastico sarebbe anche presente nell’Umanesimo con medesima o molto affine valenza semantica, come se ciò che il termine universalismo potesse significare in un contesto, nella fattispecie nel contesto del pensiero medioevale, dovesse valere anche nel contesto ideologico umanistico e di conseguenza in altri contesti semantici, come se un termine avesse solo un significato e non fosse polisemico, come accade sempre e senza reali eccezioni.

Burdach offre nel suo volume un vero e proprio elenco di citazioni di termini dalle Scritture e dai classici nonché da opere del Medioevo e più recenti in cui compaiono, tra altre affini, le parole latine renasci, regeneratio, nova vita, renovari, renovatio, in varia coniugazione e declinazione, nonché traduzione, termini e concetti propri secondo Burdach della sfera religiosa quasi fossero un monopolio concettuale ecclesiastico, ai quali vengono ricondotti i concetti di rinascita e rinascimento, per cui ci sarebbero stati rinascimenti e rinascite dell’uomo anche in tutto il Medioevo come pure in tutto il pensiero religioso.

Addirittura, in riferimento all’uomo spirituale al centro del movimento dell’Umanesimo, Burdach cita la discendenza dell’uomo a immagine e somiglianza della divinità e pertanto spirituale in massimo grado già a partire dall’epoca della creazione del primo uomo, Adamo, quale uomo concreto e spirituale, sfera religiosa cui si deve sempre secondo Burdach ricondurre l’homo spiritualis o uomo spirituale dell’Umanesimo, per cui ci sarebbero stati umanesimi in tutto il Medioevo e in tutto il pensiero religioso, a partire dal primo uomo creato dalla divinità.

Come anticipato, il concetto di universalismo attribuibile all’Umanesimo è in realtà riferibile alla proclamazione della validità di un ideale superiore di cultura umana improntata al libero uso della ragione per tutta l’umanità, da qui l’universalismo. Anche il concetto di rinascita attribuibile all’Umanesimo è riferibile alla rinascita dell’uomo che fa libero uso della propria ragione come soprattutto dalla ricerca degli Umanisti del vero o del più vero significato dei testi classici, religiosi, culturali in genere. Il concetto di uomo spirituale infine, attribuibile all’Umanesimo, è riferibile all’uomo artefice di una cultura liberamente improntata ai più alti valori umani e perciò spirituale, l’uomo umanista, pur religioso, non è frutto di un’ottica religiosa, bensì di una prospettiva laica sulla vita seppure non aliena da un senso anche profondamente religioso, per altro dovuto nelle contingenze, dato il grande potere ecclesiastico basato sul terrore.

La presenza sia nel Medioevo sia nell’Umanesimo del riferimento alla cultura classica, a capi politici onesti e disonesti, a poeti a sfondo lascivo e più nobile, la quale costiuirebbe secondo Burdach una prova della sostanziale continuità fra la cultura del Medioevo e quella dell’Umanesimo e inglobamento dell’Umanesimo nel Medioevo, connota nella realtà dei fatti qualsiasi periodo storico e società umana.

Proseguendo con le cosiddette prove addotte da Burdach a sostegno della sua periodizzazione storica dell’Umanesimo, troviamo l’affermazione di Burdach, anch’essa non dimostrata in nessuna misura, tuttavia presentata come dato di fatto, secondo la quale le idee e i movimenti in generale sorgerebbero coralmente, nella fattispecie come frutto di un comune substrato culturale europeo, ciò che sempre secondo Burdach toglierebbe all’Umanesimo la patria italiana.

Per quanto attiene ai movimenti di pensiero, questi sorgono necessariamente sulla base già esistente di un sistema sociopolitico, artistico, scientifico e culturale, con il quale possono essere in sintonia o in opposizione. Essi ottengono il nome sulla base delle caratteristiche intrinseche ai processi linguistici di assegnazione di significato alla realtà concreta e ideale sia con la produzione di neologismi sia con la produzione stipulativa di nuovi significati da assegnare a termini già esistenti. Per altro la cultura umana e ogni individuo mostrano la compresenza delle più varie idee nel più vario rapporto, così che ogni epoca storica e ogni individuo albergano in sé idee della più varia natura cui danno espressione secondo l’opportunità e gli ambiti. In ogni caso le idee e i movimenti sono e restano frutto delle ipotesi di un solo individuo, non possono essere frutto corale e diventano eventualmente presidio di gruppi più o meno numerosi e corali a seconda delle possibilità di accettazione, elaborazione e divulgazione delle idee stesse, prodotte originariamente da un unico soggetto.

Prendiamo adesso l’affermazione specifica di Burdach, secondo cui l’Europa sarebbe la patria dell’Umanesimo e del Rinascimento. Ora l’Europa vale solo come insieme spaziale maggiore che contiene al suo interno insiemi spaziali minori riferiti a tutti gli Stati singoli, a loro volta insiemi maggiori rispetto alle loro eventuali regioni e via di seguito in tal guisa. La nascita di qualcuno segue la stessa regola spaziale e anche la nascita delle idee si localizza in modo affine. Il fatto che l’Umanesimo e il Rinascimento sorgano in Europa indica solo l’insieme maggiore in cui si collocano tali movimenti e non può evitare e non evita la presenza degli insiemi minori in cui sono sorti più circostanziatamente, l’Italia nella fattispecie, e al suo interno la specificazione dei luoghi in cui l’individuo e poi gli individui hanno dato vita ai detti movimenti di pensiero.

Ricapitolando: nell’analisi storico-culturale di Burdach viene del tutto taciuto il nucleo ideologico centrale dell’Umanesimo, ossia ciò che fa dell’Umanesimo la più grande rivoluzione di pensiero mai prodotta dall’umanità in età antica: il diritto alla libertà di pensiero non come arbitrio del più forte e delle caste di potere, ma come diritto di ogni individuo all’uso della ragione; il diritto ad una cultura non falsata ad usum Delphini o per incompetenza; il diritto ad una società democratica verso l’alto come lo studio approfondito e non falsato dei classici e delle Sacre Scritture da parte degli umanisti evidenzia; l’importanza centrale data al significato del linguaggio nella cultura e nella società con tutte le possibilità di falsificazione e verificazione delle idee espresse linguisticamente e con la conseguente democraticità della cultura e della società; infine, aggiungiamo, il diritto dei popoli alla loro storia, come per la patria italiana e non genericamente europea dell’Umanesimo.

Alla luce dell’analisi fin qui condotta dei principi su cui Konrad Burdach basa la sua periodizzazione storica relativa all’Umanesimo, del quale nega la matrice italiana e la radicale novità culturale rispetto al Medioevo, risulta nell’insieme e in dettaglio che tale periodizzazione non regge in nessuna misura alla falsificazione ed è frutto di interpretazione ad usum Delphini – per altro non deve essere posto in secondo piano che non pochi umanisti furono perseguitati e messi al rogo dagli ecclesiastici proprio per la loro diversità radicale dalla cultura ecclesiastica stessa.

Bibliografia delle opere citate

Burdach, K.

1918 Reformation, Renaissance und Humanismus. Zwei Abhandlungen über die Grundlagen moderner Bildung und Sprachkunst (Konrad Burdach 1918). Berlin: Verlag von Gebrüder Paetel (Dr. Georg Paetel).

 



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