Atti del I Convegno del GRM 2015: Prefazione

Dagli Atti del I° Convegno Internazionale 2015 – Arquà Petrarca PD

GRM Gruppo di Ricerca Meqrima

(Studi Umanistici)

Tema del Convegno:

Il significato dei testi letterari in rapporto a cultura e democrazia

(Edizione Cleup Editrice Università di Padova)

Prefazione di Rita Mascialino

Il I° Convegno del GRM Gruppo di Ricerca Meqrima, indetto dall’Accademia Italiana per l’Analisi del Significato del Linguaggio ‘Meqrima’ e svoltosi ad Arquà Petrarca (PD) presso i locali della Scuola Primaria A. Naccari nei giorni 29-30 maggio 2015, è stato occasione per presentare l’attività di ricerca attuata in seno all’Accademia e incentrata attorno al Secondo Umanesimo Italiano , il movimento di pensiero che si riallaccia al fulcro rivoluzionario dell’Umanesimo, ossia alla volontà degli umanisti italiani, primi in Europa, di attingere il vero significato dei testi classici, letterari e filosofici, anche delle Sacre Scritture, di attingere dunque la verità espressa nei testi della cultura umana senza contraffazioni ad usum Delphini o dovute a incompetenza, quella verità che a tutt’oggi, dopo più di sei secoli, viene in linea di massima, se non del tutto, disattesa, ancora per gli stessi motivi. Sebbene sia chiaro a tutti che ove si contraffaccia il significato dei testi ci si trovi in un ambito non democratico, meno chiaro è come ciò possa avvenire anche nei regimi cosiddetti democratici, dove dovrebbe dominare il merito conquistato sul campo e non ci dovrebbero essere usurpatori e clientele in nessun campo. La democrazia, per quanto abbia una storia già abbastanza lunga considerando ad esempio la fioritura della Grecia classica con Socrate tra gli altri, è tuttavia ancora agli inizi del suo divenire e si è non di rado più o meno in un ambito di democrazia cosiddetta debole come dimostrano forse tutte le democrazie che assomigliano ancora per molti versi, seppure in diversa misura nei diversi Paesi democratici, agli assolutismi di cui per più di qualche aspetto risultano un travestimento mal riuscito. E il poco impegno per il significato dei citati testi fa parte delle debolezze che possono affliggere una democrazia, dello scarso rispetto della verità.

L’Umanesimo Italiano, sorto in Veneto nel Duecento, si sviluppò eminentemente nel Trecento e Quattrocento e fu rappresentato in primo luogo dagli aretini Francesco Petrarca, morto ad Arquà e considerato un simbolo dell’Umanesimo, e Leonardo Bruni, morto a Firenze, della cui Repubblica fu cancelliere e in cui operò politicamente e soprattutto culturalmente come umanista. Perno dell’accesissima battaglia condotta dagli umanisti italiani fu la traduzione dei testi classici che all’epoca costituivano la cultura per eccellenza o la cultura tout court. Nelle traduzioni letterarie, che sono interpretazioni interlinguistiche, ossia che si svolgono su due piani linguistici, quello della lingua di partenza e quello della lingua di arrivo, lingue che l’interprete deve conoscere profondamente come base primaria per il suo lavoro, ciò che importa è il significato comprensivo, per il possibile, di tutte le sue componenti più fini. Ho detto base primaria, perché su questa imprescindibile base occorre che l’analista e interprete aggiungano la loro volontà di capire e il loro sforzo per capire, umilmente, senza proiettare la propria mente nella mente altrui, nei testi altrui, ciò che non ha senso, se non per evitare le difficoltà intrinseche all’analisi semantica sul piano oggettivo. Gli umanisti acquistarono coscienza del fatto che le traduzioni non rispettavano la verità dei testi compresa la loro particolare forma espressiva con la relativa risonanza emozionale e, presi da indignazione, tentarono di porvi rimedio. La loro battaglia fu possibile senza che incorressero immediatamente in persecuzioni in quanto gli ecclesiastici non si accorsero subito del pericolo che gli umanisti rappresentavano per il loro regime assoluto, ossia si fecero sorprendere per così dire.

Non appena la Chiesa si avvide di quanto stava succedendo, ossia capì la grande rivoluzione che gli umanisti italiani e altri umanisti europei stavano attuando in seguito all’influsso culturale italiano, allora ci furono le torture, gli strangolamenti, i roghi, la repressione che fu più vincente in Italia, essendo gli italiani più direttamente e strettamente di altri popoli governati in cospicua parte dal potere ecclesiastico e comunque più facilmente sotto il controllo dell’Inquisizione. Il monaco tedesco Lutero poté essere protetto in Germania e riuscì perciò a scampare il pericolo di torture e roghi, così che attuò addirittura lo scisma dalla Chiesa romana. Ma Lutero attaccò la Chiesa di Roma non solo con le 95 Tesi che appese il 31 ottobre 1517 al portone della cattedrale del castello di Wittenberg, in Sassonia all’epoca, bensì anche con la sua lotta del tutto umanistica contro la traduzione delle Sacre Scritture da parte della Chiesa romana, a suo dire inaccettabili soprattutto per incompetenza.

Oggi nelle democrazie non si uccidono più i dissidenti, ma ci sono tanti altri modi per ridurne la possibilità di parola, di decisione. Uno di questi, il più subdolo in quanto travestito in senso democratico, è appunto la libera interpretazione soggettiva del significato del linguaggio in generale, di quello in particolare dei testi letterari, filosofici, religiosi.

I convegni del GRM, imperniati sulla citata istanza già umanistica e ora del Secondo Umanesimo Italiano e sul Metodo MeQRiMa finalizzato a identificare il significato oggettivo dei citati testi, spezzano una lancia per una cultura più valida e più profondamente democratica, dove l’interprete non inventi i significati per incompetenza o ad usum Delphini.

Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato con i loro studi a questo Convegno.



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